mercoledì 14 ottobre 2026

GIAINA IS BACK !!


Colleghe/i amiche ed amici tutti,

vi ricordate de la Giaina? La scazziera, ex amministrativa, che allietava  le vostre giornate più tristi raccontandovi quello che succedeva nel suo supermercato? Eccomi di nuovo qui, dieci anni dopo, invecchiata nei capelli e nel morale, prossima alla pensione, ma sempre polemica e velenosa come solo una ligure del segno dello scorpione può essere.

Vi sono mancata? Voi si...mi e' mancata la "colleganza", quel senso di appartenenza che fino ad una decina di anni fa  ci faceva connettere tra noi - noi dipendenti - con uno sguardo, l'aiuto che ti arrivava pronto e puntuale non appena mostravi un bisogno, le risate e i momenti di tristezza..gli occhi al cielo all'ennesima cazzata scemenza sparata a 2000 decibel  dal fenomeno del giorno. Eravamo una famiglia... eravamo... adesso guardo i nuovi arrivati, quel plotone di ventenni indolenti, tatuati e piercerizzati in ogni dove, che da un po' di anni a questa parte vengono buttati in cassa o in reparto senza manuale nè istruzioni, li guardo e mi fanno tenerezza... mi guardano e non salutano nemmeno se li metti sotto col transpallet, ti chiamano "signora" e ti danno del lei considerandoti, a ragione, una vecchia che dovrebbe solo che togliersi dalle palle  dai piedi. E' cambiato tutto.... vedo aggirarsi  cloni di Tony Effe in improbabili divise che caricano prodotti a coppie scambiandosi pareri col cellulare in una mano e un vasetto di sottaceti nell'altra, vagando per le corsie con un deambulare indolente che assomiglia più ad un pre-coma etilico che ad un entusiasmo da primo lavoro, li vedo singolarmente fermarsi al centro della corsia e fissare  lo shampoo che tengono in mano  mormorando mantra a noi sconosciuti, sperando che lo stesso shampoo indichi - non so in che modo - dove collocarlo.. Manager che ormai vinti dalla pressione del profitto ad ogni costo e dalla fame - a voi la definizione effettiva di quest'ultimo termine, io  un'idea ce l'ho ma la tengo per me - ballonzolano raramente in corsia e quando lo fanno è solo per creare confusione e perplessità  spostando articoli a casaccio, apparendo all'improvviso dietro  ad addetti e cassiere, facendo dubitare della loro qualifica (manager o spione aziendale?) e innervosendo la clientela e i dipendenti... E vogliamo parlare dei clienti? i miei amatissimi minchios.... ne abbiamo perso più di uno in questi dieci anni di assenza, in qualche caso ho verificato con piacere che le mie preghiere a S. Adelante (protettore di ogni ignorante) sono state ascoltate, per altre sono ancora in attesa, ma non dispero... so che il fulmine quando meno te lo aspetti arriva, il karma colpisce, la Giaina non perdona.



I minchios, come vi dicevo, sono peggiorati sensibilmente sotto vari aspetti sia fisici, igienici (e mai come in questa torrida estate senza fine abbiamo sentito afrori inimmaginabili nonostante il vetro che ci separa dalla clientela e il rifiuto a vedere dettagli che ci hanno fatto inorridire), ma soprattutto mentali....l'ignoranza e l'arroganza sono i due fattori determinanti la sopravvivenza in negozio, ma adesso dobbiamo fare i conti  con uno stravolgimento della logica che ha dell'incredibile, due esempi per rendere l'idea: vecchietta che sembra la moglie di Mister  Magoo, con borsa con rotelle stile sherpa del Nepal dentro la quale - naturalmente dopo aver pagato - la cassiera intravede merce per 120 euro? Non è il cliente che ruba ma il negozio che non controlla abbastanza..... La signora ingioiellata e brandizzata dalla testa ai piedi mi butta la spesa sul rullo nonostante la luce rossa sia accesa sia in alto che in fondo al rullo? "Lei non mi ha detto che e' chiusa!!!" (e poco importa che io sia girata a servire l'ultimo cliente e non abbia la benchè minima idea di avere un monolite che mi fissa in fondo al rullo)... "Lei non mi ha chiesto la carta socio, il buono sconto, se voglio un sacchetto, che tempo fa e se posso uscire senza pagare ". La pazienza  e l'empatia dovrebbero essere la nostra arma letale, ma purtroppo, con l'età queste vengono meno e io ho la lucetta rossa della riserva accesa da anni.

 Ho sempre pensato che il nostro lavoro sia una missione per la quale bisogna essere preparati... non si può affrontare quello che viene definito "il pubblico" senza un minimo di preparazione fisica ma soprattutto robustezza psicologica, e resto della stessa idea dopo tutti questi anni.  Requisito essenziale, in un mestiere come il nostro, è la resistenza:  il soggetto resistente non si adegua alla pirlanda in coda o  lungo le corsie, la affronta e la rende più simile ad una frase di senso compiuto, con soggetti e verbi corretti, in italiano e non in minchionese   (non riuscireste mai ad immaginare lo sprezzo del pericolo  e la professionalità  che servono a decifrare certi versi gutturali e come a volte ci vorrebbe un miracolo per riuscirci).

In questi anni lontana da voi ne sono successe di cose.....una pandemia... vari cambi di governo... fenomeni che ci hanno abbandonati senza un saluto e senza un rimpianto da parte nostra, altri che sono arrivati come new entry, il livello di tolleranza che si è abbassato a livelli inimmaginabili, quello della maleducazione e prepotenza che si è alzato a vette da record e in questo periodo io sono invecchiata, purtroppo si.... sono più vecchia e  ho perso un pò della già poca diplomazia che mi contraddistingueva nel supermercato. Ho istinti omicidi, cari amici/e,  soprattutto adesso che mancano pochi giorni alla agognata pensione , ed ho bisogno di sfogare in qualche maniera la voglia irrefrenabile che mi assale quando sono davanti ad un brontolosauro che mi  lascia  parlare per un quarto d'ora spiegandogli cosa può fare dei  pochi punti fedeltà della sua (presunta)  carta socio e dove può metterli... mi fissa in modalità "il crack era poco e di scarsa qualità" e mi urla "non ho capito ma mi sconti pure i punti... tanto è tutta una fregatura" 

Tratterò questo post come un conto alla rovescia che mi avvicinerà sempre più al giorno in cui dovrò salutarvi tutti ed entrare a pieno titolo nel mondo dei minchios pensionati che si aggirano con le braccia dietro la schiena tra le corsie o trascinano la borsa rotabile zoppicando col braccio alzato a chiamare un qualsiasi addetto per rovinargli la giornata.


Giorno - 70

 il cliente mi porge un buono da 5 euro scaduto  due settimane prima e al mio "questo buono è scaduto, la macchina non lo prende, doveva portarmelo un mese fa, a gennaio" mi risponde con un "io l'ho trovato adesso" come a dire "quando lo trovo tu devi passarlo a prescindere dalla data". Accartoccio  il buono e lo butto nel cestino della carta, salutando amabilmente il cliente (metodo Giaina: mai discutere con un minchionauta: urlerà frasi sconnesse, negherà l'evidenza e se ne andrà impettito convinto di aver vinto la partita... il metodo di cui sopra consiste nel togliere al malcapitato qualsiasi alternativa alla risposta perentoria della cassiera, lasciarlo al suo destino in fondo al rullo con la bocca aperta, salutare e proseguire con il cliente successivo, senza degnarlo di uno sguardo, "sei nebbia amico" ).

- il vetro che è stato collocato davanti alla cassa durante la pandemia impedisce di sentire bene i rantoli dei clienti e quello che dice la cassiera: arriva in cassa una multimarca (scarpe Hogan, cappotto Max mara, borsa Hermes, bocca e zigomi dott. Venturini, sopracciglia  "Pirla tatoo", unghie "boundage nails") che al mio "Sono 6.13" mi fissa e mi sputa (nel senso che sento una nota di disgusto nel tono della voce) "Non riesco a sentirla", senza scompormi di un millimetro indico alla mia sinistra con l'indice il display dove troneggia  quello che la impedita deve pagare e ripeto "Sono 6.13".... sbuffa e mi porge 20 euro che io guardo e con lo stesso indice di prima le indico dove inserire le banconote (abbiamo le casse dove è il cliente che deve mettere il denaro e ricevere il resto - troppo per un solo neurone).....lei guarda la cassa automatica e rivolgendosi al cliente successivo  sentenzia un "andiamo bene nemmeno i resti danno più... a Milano queste casse non ci sono, non servono le cassiere allora"....io imperturbabile  stile foca monaca sdraiata al sole su uno scoglio di Arbatax, la vedo armeggiare per mezzora con l'unghia da 9 mm smaltata leopard per inserire banconote e spiccioli.... la cassa le restituisce una cascata di monetine, non avendo minimamente considerato i 13 centesimi che ci ha messo lei (avrebbe dovuto inserire le monete prima delle banconote ma visto che le cassiere "non servono più" mi sono ben guardata dal dirglielo). Ad un certo punto prima di andarsene scarta le caramelle e mi lascia carte e scontrino nella vasca  della cassa...."Signora..... a Milano non avrete casse automatiche ma avrete sicuramente i cestini... e Le indico con lo stesso indice di prima il cestino ad un metro davanti alla mia cassa....Impettita e furente raccoglie e si allontana senza salutare.... eccheccazzo

Giorno - 69

- Giovanile minchionauta si sbraccia alla cassa automatica "Aiutoooooo"
    "Questa agenda ha lo sconto ...costa un euro meno....."
    "Ha passato la carta socio signora?"
    Mi guarda come se le avessi chiesto se si ricorda la via in cui abita
    "Provi a ripassarla...."
    La passa , per la prima volta, e la cassa le fa lo sconto
    Mi guarda soddisfatta
    "Vede che c'è lo sconto?"
    " Vede che non aveva passato la carta socio signora?"

- Il cliente nel sacchetto che gli penzola dal braccio ha tre albicocche
    "E queste?"
    "Queste le ho portate da casa......"
    (quando si dice merenda al sacco......)





 -  La cassa si blocca (dieci colli si allungano contemporaneamente e dieci paia di occhi mi fissano in attesa di risposte che non posso e non voglio dare).... faccio spostare i clienti nella cassa dietro di me e avviso che  terminata di servire la signora che sto servendo cambierò cassa.
    Ad un certo punto la fenomena in terza posizione  in coda alla nuova cassa si        stacca dalla massa e arriva dietro alla signora che sto finendo di servire               urlando                
    "Alloraaaaa quando apre l'altra cassa?"
    "Quando ho servito la signora......."
    La demente lancia la spesa sul rullo urlando "Mi stai sul cazzo... tieniti la            spesa che mi sono stufata!!!!!"

- la disturbata si piazza in fondo al rullo con al polso un sacchetto di lupini o qualcosa di simile... mi fissa tre secondi.. sputa a lancio lungo sul rullo un seme che aveva fra i denti e urla "Sei aperta?".. io che mi accingevo ad andare in bagno.. la guardo e senza dire una parola, mi dirigo al bagno con nonchalance senza un battito di ciglia, lasciandola lì, lei e i suoi cazzo di lupini

Giorno   - 68

- ore 13.30: come consuetudine nel nostro supermercato due casse aperte con code chilometriche di minchios,  in quarta posizione in coda, sbuffanti, due fenomene "in tiro" masticano a bocca aperta un pezzo di pizza ciascuna. Quando è il loro turno le raggiunge una specie di nano da giardino che non so che grado di parentela abbia (credo sia il "commercialista") con le due  che intanto mi chiedono un pezzo di carta per pulirsi le mani, passo la spesa ma mi  accorgo subito che della pizza non è rimasto nemmeno l'odore....Mi alzo e mi dirigo in fondo al rullo dove stazionano i cestini e lì toh... ecco la carta della pizza accartocciata per bene e solitaria che mi sorride..... la  prendo ... la stiro lentamente fissando le due furbette - che intanto assumono tutti i colori dell'arcobaleno domandandosi come mai la cassiera se ne sia accorta - e la passo a scanner ... le due si guardano perplesse ("ah ma non era una vecchia rincoglionita  distratta la cassiera?) e io porgo la carta accartocciata e indico il cestino a mezzo metro dalla cassa  e ad un volume udibile fino in fondo alla coda sentenzio  un "La carta si butta nel cestino della carta non in quello della spesa....MA PRIMA SI PAGA" : una figura di merda marrone da euro 3.84... complimenti!!!!

- quando dò i bollini al cliente per evitare che lo stesso passi in altra cassa a farseli dare una seconda volta   tiro una riga sullo scontrino con l'unghia (abbiamo minchios che stazionano in fondo al rullo arpionando ogni cliente con la domanda "lei prende i bollini?"  fino a quando la cassiera, stufa del siparietto, riorganizza la coda  e la fenomena ): il cliente torna indietro chiedendo "Perchè ha fatto una riga sul mio scontrino?""Perchè le ho dato i bollini" "E i punti?"...mi domando quale risposta dare che soddisfi il minchio.... opto per un deciso "i punti non glieli ho rovinati ....tranquillo".... il clente si allontana soddisfatto



- "Come funziona questo buono?" "Deve avere 15 euro di prodotti a marchio ciop nello scontrino" "Bene, ho visto in offerta il caffè Corsini!!!!" (......................)

- La cliente imbusta la spesa e al momento di pagare esordisce con un  "lo sconto compleanno?" "Prego signora?" "Oggi è il mio compleanno , non c'è lo sconto?" "No signora se si accontenta ci sono gli auguri della cassiera"

Giorno  - 67

La cliente ha nel passeggino un bimbo che gioca col divisore delle casse.
La cliente spende 25,07 ma tira fuori un sacchettino con le monete e inserisce 5 euro di rame nella macchina, poi inserisce 30 euro: la cassa le dà di resto 9.93: 4.93 DI SPICCIOLI, praticamente ha dato via sette centesimi di spiccioli (.......) Inoltre fa per andare via col divisore in mano al piccolo....
"Signora il divisore deve lasciarlo a me"
"Ma ci gioca il bambino" 
(Ah ci gioca il bambino? Allora prenda pure tutti gli altri... vuole anche un pinpad per le carte di  credito?  Le stacco la mensola così il bambino può giocare con più elementi o preferisce il cartello giallo "attenzione pavimento bagnato"?)
"Me lo dia pure signora , arrivederci"

Giorno - 66

 Adesso so che non mi crederete ma vi giuro che questa storia triste è vera : sono in cassa e nel girarmi verso l'esterno, verso il centro commerciale e i panchinari che stazionano come capibara a pupilla fissa davanti alla barriera casse, vedo una quarantenne ben vestita e all'apparenza sana di mente  che trascina al guinzaglio un cane DI PELUCHE con delle rotelle in fondo alla zampe.... la demente fa giocare il peloso sintetico con gli altri cani mentre i proprietari la guardano sperando di vedere arrivare l'infermiera che se la porti via velocemente, una scena surreale che in trent'anni di carriera mai avrei immaginato di  vedere

-  "il buono da 5 euro è valido ovunque?"
  "No signora solo in Liguria"
  "A Torino?"
  (........................)

- Sto tornando dal bagno quando mi si avvicina un minchios che mi dice 
"Apre una cassa?"
"Si"
"Perchè sa', (indicando la cassa davanti alla mia) la sua collega mi sta   antipatica"
"Sono sicurissima che la cosa sia reciproca"
 Ho perso un affezionato fenomeno alla mia cassa.... che dispiacere.....

 - Il fenomeno si avvicina ed nonostante la cassa sia vuota ma         circondata  a destra e sinistra da due casse con code chilometriche, non lo sfiora il benchè minimo dubbio che sia una cassa chiusa...
"Sono chiusa"
"E dove sta scritto che è chiusa?"
"Non sta scritto da nessuna parte, non deve leggere (che magari le risulta difficile) ma solo guardare le luci  in fondo al rullo e sopra la cassa: sono ROSSE?"
"Si"
"Allora la cassa è chiusa...Arrivederci"

Giorno -65

Nel nostro supermercato abbiamo un club di nullafacenti il cui hobby prevalente è entrare a comprare alle 20.30 ma arrivare alle casse alle 20.58 (chiusura alle 21) e gareggiare per chi viene servito per ultimo.... si avete capito bene.... quando l'ultimo del gruppo dementi esce alle 21.10 dalla barriera casse gli altri deficienti concorrenti lo festeggiano e lo applaudono come avesse vinto la Parigi - Dakar a piedi. E' un gruppo che io sterminerei volentieri a mani nude, ma una sera involontariamente mentre passavo la spesa del vincitore ho casualmente digitato "storno riga" e quindi, non stornando niente,   la cassa non passava il formaggio ... Lo guardo, con un lampo di consapevolezza negli occhi, "Il formaggio non passa"
"Ma.... è la mia cena... non può fare niente?" "No a quest'ora non posso fare niente" e gli sibilo soddisfatta un "buona serata" che assomiglia più ad un vaffanculo "vai a pestare i ricci col sedere", che ad un augurio effettivo... chissà se a digiuno capira'.....
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Giorno  - 64

Casse self : la cliente vuole pagare in contanti ma ha digitato "altri pagamenti", alza il braccino e richiama l'attenzione
la cassiera fa presente "Non doveva premere nulla signora, solo inserire  i contanti"
la cliente urlando "Io non ho premuto niente!!"
La cassiera torna in postazione assumendo la postura e l'espressione della sogliola sul ghiaccio del banco pescheria. La fenomena paga e inviperita si avvicina alla postazione cassiere con tono finto ironico "Signorina, scusi se l'ho disturbata e fatta scomodare!!!!", le tre colleghe continuano  imperterrite a guardare verso l'orizzonte granitiche come uno scoglio di Zoagli, ma la signora  non contenta esce dal cancelletto e si avvicina da dietro alle cassiere "Hei dico a lei... non faccia finta di non sentire..... scusi tanto se l'ho fatta scomodare!!!!
Tre cassiere, tre sassi di Matera a pupilla fissa.... la signora indispettita si allontana e per oggi deve rinunciare alla partita con le assistenti di cassa, che peccato.. ritenta  - magari in un altro supermercato - e sarai più fortunata!!!

 Tra i vari personaggi che si possono ammirare nel nostro supermercato, una menzione speciale va dedicata quello che io chiamo amabilmente
 "Rozzano Fashion's Style", un cinquantenne con capello riccio lungo  e un outfit, a metà strada tra il maranza e un influencer senza filtri, che nemmeno a Londra passerebbe inosservato, figuriamoci in una piccola realtà come la nostra, un abbigliamento diciamo,  molto molto originale, tutti abiti brandizzati per carità, ma che sembrano presi a casaccio dall'armadio, l'ho notato un giorno con un pigiama palazzo Gucci grigio- rosa, scarpe gialle di Prada e quell'aria da "io mi so vestire e voi no" che gli fa portare con nonchalance un maglione bianco di lana con ricamato sul davanti "Vaffanculo"  e camperos dorati che non vedevo dagli anni 90, nel mio adorato negozio  Palma di via S. Luca a Genova....L'ho intravisto con cappottone di pelo lungo  sintetico, pantaloni dorati e zoccoli con pelliccia..... e' un minchio a cui piace farsi notare e non bastasse il capello ondulato e quell'aria da manicomio mistero che gli aleggia intorno, i vestiti ed accessori fanno la loro parte di spettacolo e sono tanti... sempre diversi e sempre molto costosi nella loro originalità.....



 Altra menzione sicuramente la merita  "Gargamella" (la capigliatura è identica al nemico dei Puffi)  uno sfigatissimo cinquantenne che si presenta in cassa immancabilmente alle 20.58 e comincia ad elencarti ogni borsello e borsino che ha nel carrello e farti vedere che è vuoto, a parlarti della sua vita ( una sera con un entusiasmo che purtroppo non sono riuscita a condividere mi ha gridato "Perchè sà io sono single... come 007".... avrei voluto dirgli che somigliava a Sean Connery ma avevo paura mi scappasse un conato o che ci credesse davvero... non si sa mai con certi elementi) in un improbabile Impermeabile Blu traslucido che vorrebbe assomigliare a quello di Matrix  (che addosso a Keanu Rives fa la sua porca figura, ma su questo folletto strabico dà più l'idea di sacchetto dell'umido)  ma risulta più simile a quello di un maniaco sull'autobus
                                                                
                                                                                  Continua....